giovedì 1 agosto 2019

A volte non si può spiegare

Non lo so, ma non sempre si riesce a dire, non sempre si riesce a mettere a fuoco, non sempre si riesce a spiegare... o no? Vorrei spiegarmi meglio, ma vi ho detto che a volte non si riesce... E state attenti, no? Che cavolo!!!

13 commenti:

  1. Io ti guardo e riguardo ( nelle tue performances ) e al sorriso ( immediato! ) si sovrappone una sorta di riflessione/ consapevolezza.
    Un "non so che", che tuttavia ti lascia diverso da com'eri prima ( cioè prima di essere qui …).
    Che nome abbia tutto questo, non mi riesce di definirlo.
    Grazie, cmq.

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    1. Per fortuna non occorre dare un nome o tutte le cose, alcune possiamo prenderle così come vengono, innominate. Comunque: grazie, grazzissime davvero. Per il tuo bloge per le tue visite... Ottimi gusti in entrambi i casi

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  2. Qualcuno direbbe "Se non lo sai tu!",
    sai da queste parti siamo piuttosto pragmatici... ^_^

    Comunque secondo me ti sei spiegato benissimo, seppur con la tua licenza rock-poetica, ma non chiedermi cosa ho capito...
    ...non lo saprei spiegare... ;-)

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  3. Voi pragmatici. io non vedrei l'ora di presentare zio Plinio a nonno Paulì, sai quante cose avrebbero da raccontarsi? E poi spiegarci?

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  4. A volte non si può spiegare quel bisogno impellente di "dare un taglio" a qualcosa e allora si finisce dal parucchiere. :-)
    Passo per un saluto mentre pian piano leggo e rileggo, ascolto e riascolto la tua produzione poetica. Sei bravissimo e originale, davvero.

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  5. grazissime, non so come ringraziarti, davvero
    non credo di meritarmi tutto ciò, ma Gongolo più dei sette nani sette
    ...anche se io, più che altro, avrei sempre puntato a Pisolo, ma vabbè è solo un dettaglio.

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    1. Un dettaglio non da poco.
      Ho letto in qualche commento che sei pigro, timido e anche un po' cialtrone. Penso che senza troppi sforzi potresti fare un esperimento col pubblico, per vedere cosa succede. Proporti a qualche locale non troppo grande per un reading di tue poesie di una mezz'oretta. Così, con allegria e senza impegno economico, magari in cambio di qualche birretta a te e a tua moglie che vorrà senz'altro non perdersi lo spettacolo. Servirebbe al limite un microfono e una luce sul volto.
      Esistono grandi artisti timidi. la timidezza è un punto di forza creativa ed espressiva.
      Sulla pigrizia e il resto si può lavorare partendo da cose piccole piccole come quella che ho fantasticato su.
      Che ne dite se vi offrissi un mio spettacolo ironico e graffiante?
      No
      Ok, non ho perso nulla.

      Bene, divertiamoci.

      Scusa se mi sono permessa di immaginare una piccola situazione molto pratica e concreta. Spero di non essere stata invadente e addirittura offensiva.

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  6. Scherzi? Nessuna offesa, né invadenza. In realtà è un pensiero che ho in testa e che prima o poi cercherò di realizzare, ci vorrà un po' di tempo che devo imbastire su un canovaccio e mi ci dedico solo a tempo perso, ma prima o poi... Non saranno solo poesie che mezz'ora di poesie ci si fa due ballotte, per cui ci metterò un po' di zio Plinio e un po' di sproloqui, ma si farà. Devo riunire un po' di materiale prima. Ti farò sapere, ma mettiti pure comoda che non sarà a breve. Grazie della fiducia, comunque, molto grato

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  7. Sarebbe bellissimo se nello spettacolo potessi introdurre uno schermo con proiettore, o ancor meglio retroproiettore.
    Perché escludere i tuoi splendidi fumetti dalla performance? Con qualche discorso dell’autore che li illustra, o che, magari, coinvolgesse il pubblico in qualche riflessione.
    Grazie dell'attenzione.

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  8. Senz'altro sarebbe ben bello, ma saresse uno spettacolo teatrale che andrebbe ben al di là delle mie puccole possibilità di artigio partaim e a tempo più che perso. Sarà tanto se riuscirò ad imbastire un reading.
    Vedo già il titolo: "azzo c'hai da reading???"
    😊

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  9. "azzo c'hai da reading???"

    ahahahahahahahhhhhhhhhhhh è fantastico!

    Sì, lo so, anni fa ho organizzato dei piccoli spettacoli di satira e so di cosa stiamo parlando.
    Però sono dell'idea che è meglio puntare a 10 per ottenere almeno la metà. Pur nella modestia e nell'umiltà (di un'idea) di esordio, perché non stiamo parlando di grandi teatri e forse neanche teatri.
    Se invece si parte puntando ad 1, magari nell'incedere -in cui è normale, direi fisiologico, ridemensionarsi- si arriva a sottozero e non si fa più nulla. Immagina sempre al top anche una piccola situazione e poi cerca il modo di realizzarla. Se non è possibile, sarà per la prossima volta.
    Il reading, volendo, è già nel materiale che hai sul blog. Si tratta solo di coordinare le parti.
    Scusa se sono tornata a dirti la mia. Prendilo come segno di stima.

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    1. Ti stimissimo anch'io, torna pure tutte le volte che vuoi.
      Raccoglierò il materiale in maniera fluida e poi mi lancerò in un riding, sono anch'io piuttosto curioso

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    2. Ciao, ci sei ancora in qualcheddove?

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Ma si, dai,coraggio: lascia pure un tuo commento, una tua idea, un tuo pensiero, sarà mica piu sciocco del mio, no?