NEL MIO PICCOLO.
Una Poesia QUASI PASQUALE (quasi d'amore)
una poesia (molto) liberamente tratta (scopiazzata) da Quasimodo, il gobbo di Notredame: Ai Fratelli Cervi, alla loro Italia (cercatela che è bellissima, cercatevela).
Ma anch'io scrivo ancora Parole d'amore,
lettere d'amore alla mia terra,
terra sempre sui social e un po' distratta e un po' analfabeta
di ritorno.
Terra che è tutta la terra
e no solo un pezzettino con le guardie,
il muro
e il filo spinato tutt'intorno.
Scrivo parole d'amore ai fratelli Cervi e no alle stelle dell'orsa,
né alle belle tette, le gambe lunghe,
o alle tante bocche rifatte
o da rifare,
né ai macchinoni, ai dollaronio ad altri svariati oni.
In vero dove capita,
invero un po' alla cavolo,
ma anch'io ancora parole d'amore
scrivo t'amo sulla sabbia
e con gli acquerelli diretto sul mare.
Con pastelli colorati su tutte le tonalità di grigio
degli odierni grigi arcobaleni.
Con i piedi per terra e la testa per aria
e quindi il collo tuttooooo...
sui muri, sull'erba, nel vento.
Sfocato e veloce sui tram
con più comodo sui treni che tanto
è sempre in ritardo.
Su sedie, su poltrone, sul divano
letto che spero rileggerete ancora e ancora.
Scrivo parole d'amore per terra,
per aria,
per bene,
Sulla fronte dei passanti,
prima che passino, vabbè sulla nuca
dopo.
Sulle fronti e soprattutto sui fronti
sui fronti di queste guerre decise sempre dall'alto
e combattute, fatalità, sempre dal basso.
Sulle piazze, sulle pizze, sulle puzze,
sui palazzi e pure sui pazzi
che riformati non fanno le guerre,
sui soldati sani che, pazzi,
invece le fanno.
Sui traditori, sui disertori,
sugli obiettori e i loro
puri cuori.
Insomma
per scrivere,
scrivo e scrivo
e scrivo e magari,
qualcuno,
qualcuno le leggerà.
Chissà...
...ma intanto...
...intanto io scrivo
QUASI PASQUALE (quase de amor)
um poema (muito) livremente inspirado (copiado) de Quasimodo, o corcunda de Notre-Dame: «Aos Irmãos Cervi, à sua Itália» (procurem-no, é lindo, procurem-no).
Mas também eu continuo a escrever Palavras de amor,
cartas de amor à minha terra,
terra sempre nas redes sociais e um pouco distraída e um pouco analfabeta
de regresso.
Terra que é toda a terra
e não apenas um pedacinho com guardas,
o muro
e o arame farpado à volta.
Escrevo palavras de amor aos irmãos Cervi e não às estrelas da Ursa,
nem aos seios bonitos, às pernas longas,
ou às tantas bocas refeitas
ou por refazer,
nem aos carros grandes, aos dólares e a outros vários «ones».
Na verdade, onde quer que seja,
na verdade, um pouco ao acaso,
mas também eu, ainda palavras de amor,
escrevo «amo-te» na areia
e com aguarelas, diretamente no mar.
Com lápis de cor em todos os tons de cinzento
dos atuais arco-íris cinzentos.
Com os pés no chão e a cabeça no ar
e, portanto, o pescoço todooooo...
nas paredes, na relva, ao vento.
Desfocadas e rápidas nos elétricos,
com mais comodidade nos comboios, já que
estão sempre atrasados.
Em cadeiras, em poltronas, no sofá-cama
que espero que voltem a ler vezes sem conta.
Escrevo palavras de amor no chão,
no ar,
para o bem,
Na testa dos transeuntes,
antes de passarem, bem, na nuca
depois.
Nas testas e sobretudo nas frentes
nas frentes destas guerras sempre decididas lá de cima
e travadas, fatalidade, sempre lá de baixo.
Nas praças, nas pizzas, nos cheiros,
nos palácios e até nos loucos
que, reformados, não fazem guerras,
nos soldados sãos que, loucos,
em vez disso, as fazem.
Sobre os traidores, sobre os desertores,
sobre os objetores e os seus
corações puros.
Enfim,
para escrever,
escrevo e escrevo
e escrevo e talvez,
alguém,
alguém as leia.
Quem sabe...
...mas entretanto...
...entretanto eu escrevo
tantissimi auguri !!!!!
RispondiEliminaAuguroni anche a te, con così ritardo che diventano auguri per la Liberazione. Un abbraccione
EliminaQue haja palavras de amor escritas em todos os lugares para que as possamos ler, meu Amigo Alberto. Que a sua Páscoa seja muito abençoada. E que haja paz no mundo e dentro de cada um de nós.
RispondiEliminaUm beijo.
Escrevamos estas palavras de amor, recitemo-las, gritemo-las e ouçamo-las; quem sabe que, mais cedo ou mais tarde, destas pequenas sementes espalhadas por aí nasçam belas flores: cravos, papoilas, jasmim ou, de qualquer forma, flores da liberdade.
EliminaUm abraço para ti, amiga Poetisa. Um beijo
Tu scrivi (e reciti) da scemo, non per non andare in guerra ma per contrabbandare parole di verità. Sei un grande.
RispondiEliminamassimolegnani
Contrabbandare piccole verità, piccole parole d'amore con ostinazione, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Ci provo e ci riprovo, che è bellissimo vedere quando qualcuno le raccoglie.
EliminaGrazissime.
Un abbraccione
Scrivo parole d'amore per chi amo ed anche per chi non la pensa come me. Forse un giorno lontano l'amore cambierà il mondo.
RispondiEliminaEsattamente, scrivere parole d'amore praticamente a prescindere. Senza arrendersi all'odio. O almeno provandoci.
Elimina"Sulle fronti e soprattutto sui fronti/sui fronti di queste guerre decise sempre dall'alto/e combattute, fatalità, sempre dal basso.
RispondiEliminaSulle piazze, sulle pizze, sulle puzze,/sui palazzi e pure sui pazzi/che riformati non fanno le guerre,/sui soldati sani che, pazzi,/invece le fanno.
Sui traditori, sui disertori,/sugli obiettori e i loro/puri cuori."...
In questi contesti, scrivere parole d'amore...è assolutamente necessario. Grazie Alberto
Scriverle, ma anche leggerle e divulgazione, sparpagliarle in giro, anche a casaccio... è assolutamente necessario, per cui grazie anche a te, grazie a tutti quelli che cercano di seminarle in giro
EliminaQualcuno leggerà? Qualcuno dirà finalmente: no, questa guerra che vuoi te la vai a combattere da solo. Qualcuno si rifiuterà infine di impazzire assieme ai padroncini del mondo? Vedremo.. comunque io c'ho un bel terrazzino.. a seconda di quanto offrono lo affitto come base di lancio.. ahah
RispondiEliminaEffettivamente si che c'è grande richiesta di terrazzini per lanci di missili e drone vari. Grande richiesta.
EliminaAffaroni d'oro
Un bell'omaggio al Poeta, all'Italia e ai Fratelli Cervi.
RispondiElimina... Scrivo ai fratelli Cervi,
non alle sette stelle dell’Orsa: ai sette emiliani
dei campi. Avevano nel cuore pochi libri,
morirono tirando dadi d’amore nel silenzio...
... Ogni terra vorrebbe i vostri nomi di forza, di pudore,
non per memoria, ma per i giorni che strisciano
tardi di storia, rapidi di macchine di sangue.
Hai ragione è proprio bella! Grazie Poeta!
Grazie a te, amica Berica, che hai colto l'invito e fatto girare la cosa. Che le cose belle, le belle idee, devono girare e girare e girare.
EliminaGrazie a te
Scrivi, che scrivere contro le guerre oggi è più urgente che mai!
RispondiEliminaScrivere, leggere, parlare, gridare e fare baccano. Basta silenzi, che non è più tempo.
EliminaGrazie amico poeta
Abbiamo tutti bisogno di parole di pace e amore in questo mondo. Scritte, parlate, urlate contro il vento. Con sincerità e semplicità. Proprio come tu fai. Perchè questa poesia, questi versi scritti e recitati davvero col cuore sono un segno di speranza per tutti noi. Un abbraccione a te caro amico.
RispondiEliminaE' bellissimo questo tuo scritto, colpisce dritto al cuore. Un abbraccio!
RispondiEliminaO poder escrever, constantemente, é uma forma de o manter ligado à corrente.
RispondiEliminaAbraço de amizade.
Juvenal Nunes
Speriamo sì che qualcuno legga le tue parole e altri messaggi di pace e amore, prima di fare delle caz... (concludi tu).
RispondiEliminaCiao!
Ancora per tutta la terra abbiamo parole d'amore da leggere e rileggere con te. Grazie!
RispondiEliminaFijne zondag. Dan woon je niet heel ver van Venetie. Daar ben ik al geweest.
RispondiEliminama è bellissima !!!!!! caspita che bella sorpresa, Quasimodo, la terra, i sette fratelli Cervi, i piedi per terra e la testa fra le nuvole.... complimenti bravissimo. Grazie. davvero un gran regalo.
RispondiEliminati posto il testo di una bellissima canzone dedicata ai sette fratelli Cervi da parte dei Gang (i fratelli Severini)
RispondiEliminaE terra, e acqua, e vento
Non c'era tempo per la paura
Nati sotto la stella
Quella più bella della pianura
Avevano una falce
E mani grandi da contadini
E prima di dormire
Un Padrenostro, come da bambini
Sette figlioli, sette
Di pane e miele, a chi li do?
Sette come le note
Una canzone gli canterò
E pioggia, e neve e gelo
E vola il fuoco insieme al vino
E vanno via i pensieri
Insieme al fumo su per il camino
Avevano un granaio
E il passo a tempo di chi sa ballare
Di chi per la vita
Prende il suo amore, e lo sa portare
Sette fratelli, sette
Di pane e miele, a chi li do?
Non li darò alla guerra
All'uomo nero non li darò
Nuvola, lampo e tuono
Non c'è perdono per quella notte
Che gli squadristi vennero
E via li portarono coi calci e le botte
Avevano un saluto
E, degli abbracci, quello più forte
Avevano lo sguardo
Quello di chi va incontro alla sorte
Sette figlioli, sette
Sette fratelli, a chi li do?
Ci disse la pianura
Questi miei figli mai li scorderò
Sette uomini, sette
Sette ferite e sette solchi
Ci disse la pianura
"I figli di Alcide non sono mai morti"
E in quella pianura
Da Valle Re ai Campi Rossi
Noi ci passammo un giorno
E in mezzo alla nebbia
Ci scoprimmo commossi
E' sempre un piacere ascoltare le tue poesie ... anch'io scrivevo parole d'amore poi sono arrivato a casa da una settimana e mi è un po' passata l'ispirazione! :-)
RispondiEliminaEstá quase a chegar o nosso 25 de Abril. Vamos celebrá-lo?
RispondiEliminaTudo de bom.
Um beijo.
Buon 25 Aprile!
RispondiEliminaTi auguro uno splendido fine settimana